sabato 16 ottobre 2010

Continuazione della storia iniziale...

Dopo innumerevoli parentesi attuali... continuerei col raccontarvi la soap opera del mio primo luogo di lavoro.

Come vi ho accennato sono tanti i ricordi belli che associo a quel luogo, ma come in tutte le storie non è stato tutto rosa e fiori.
C'è stato un tempo (bello) in cui ho conosciuto Lia e fatto amicizia con altre colleghe che mi hanno permesso di trovare il mio "Lui", l'amicizia con alcuni clienti che rimarranno per sempre nel mio cuore, e poi il tracollo lavorativo.
Il mio datore di lavoro "playboy" inizialmente buono ha poi fatto scoprire la sua vera natura.
Faceva la "cresta" sulle ore ed ogni mese mi toccava fargli notare che le ore lavorate effettivamente non combaciavano con quelle pagate.
Oltre questo c'erano delle situazioni poco chiare legate ai contratti di alcuni dipendenti.
Caso eclatante è stato quello legato ad una ragazza che "all'insaputa" di tutti lavorava in nero.
Quelle rare volte in cui si presentava un controllo lei "spariva" dal negozio per qualche ora per poi tornare tranquillamente.
Non capivo come lei potesse sopportare questa situazione. Non aveva alcuna tutela.
In caso di infortunio o malattia lei non veniva retribuita...
In più non aveva diritto ad andare in ferie perché a fronte della legge lei non esisteva in quel negozio.

Poi, lui, faceva terrorismo psicologico oltre che fisico.
Ricordo un caso che mi sconvolse a tal punto da cercare di essere "l'eroina" della situazione.
Una collega in stato interessante di 5 mesi che continuava a rimandare la maternità è stata obbligata a spostare DA SOLA pedane pesanti come quella dell'acqua o dello zucchero con il muletto a mano.
E' stato a quel punto che sono intervenuta per aiutarla fisicamente nello spostamento e lei era completamente impaurita dal fatto che questo atto potesse ripercuotersi sulla durata del suo contratto...
Io non ci potevo credere.
Per lei era più importante il lavoro della vita del suo bambino.
Mi ribellai parlando col titolare e lui, probabilmente per il timore che potessi denunciarlo, smise di farle fare lavori pesanti.
Dopo poco tempo assunse anche legalmente la collega che aveva lavorato in nero.

4 commenti:

  1. Ciao Delia, hai fatto proprio bene ad intrometterti in questa occasione.. purtroppo sul posto di lavoro a volte si accettano condizioni assurde per paura di rimanere a casa.. certo che il "playboy" non ha avuto proprio nessun ritegno!! Una vergogna, non c'è che dire..
    Buon weekend!

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  2. la vecchia lia20 ottobre 2010 10:16

    quanto mi piace chi va in difesa dei più deboli.brava!

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  3. stefyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy eccomi finalmente sono viva e vegeta e sto benone, solo ho messo internet solo oggi.... non potevo dormire senza un saluto almeno!!!! un bacione grande!!! a prestissimo per il resoconto lunghissimo di queste settimane... se mi ricordo tutto!!!!!

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  4. trullallà trullallà!!! e tu?? come stai?

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